Roma, 30 mag – “L’UNHCR rivolge un appello all’Ungheria affinché ribadisca il proprio impegno nella protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, anche agevolando il ruolo fondamentale e gli sforzi di organizzazioni della società civile qualificate – ha dichiarato Moreau – Senza un lavoro, molti rifugiati e richiedenti asilo dovrebbero inevitabilmente affrontare gravi difficoltà in quanto verrebbero privati di servizi importanti come assistenza medica e psicosociale, alloggio, istruzione, impiego, accesso alle informazioni e assistenza legale. In ultima analisi, tutto ciò avrebbe un impatto negativo anche sulle comunità ospitanti”. Da gennaio, l’Ungheria ha effettivamente chiuso i confini a quasi tutte le persone che cercano protezione internazionale. In media, solo due richiedenti asilo al giorno possono entrare nel Paese attraverso le due ‘zone di transito’ al confine con la Serbia e tutti i richiedenti asilo che tentano di attraversare le recinzioni di filo spinato vengono automaticamente cancellati dalle liste. “Attraverso le restrizioni alle frontiere e limitando l’accesso al sistema di asilo, l’Ungheria ha reso quasi impossibile per le persone presentare richiesta di asilo o ottenere lo status di rifugiato,” ha detto Moreau. “Tuttavia, c’è ancora tempo e solleciteremo l’Ungheria a riconsiderare queste misure e a garantire che richiedenti asilo e rifugiati abbiano accesso al sistema di asilo e a servizi di assistenza di primaria importanza”. L’anno scorso l’Ungheria, che conta una popolazione di poco inferiore ai dieci milioni di abitanti, ha concesso lo status di rifugiato solo a 1.216 persone. (red / UE)