Roma, 31 mag – “Cambiare senza distruggere. Questa è sempre stata la linea di Forza Italia in materia di Europa. È stato Silvio Berlusconi, non altri, a mettere il dito nella piaga nel 2011, dicendo all’Europa: o si cambiano le regole sull’economia o si va a sbattere. Non è stato ascoltato. Il nostro governo fu sostituito con modalità che tutti ben ricordiamo, con grande sofferenza, e da allora la situazione è peggiorata. L’Inghilterra è uscita, la Spagna subisce la secessione dalla Catalogna, la Merkel ha perso 10 punti alle elezioni ed è condannata alla convivenza con i socialdemocratici, i principali partiti francesi sono stati messi all’angolo, mentre il terrorismo fondamentalista si aggiunge come piaga nelle città europee. Aveva ragione Berlusconi anche sulla guerra in Libia quando diceva che era un errore. Abbiamo avuto ragione in mille occasioni ed oggi, che bisogna ricostruire la casa europea, faremo valere ancora di più i nostri argomenti. Un’Europa distrutta conterà ancora meno, un’Europa che non cambi le sue regole andrebbe incontro ad altri disastri. Noi vogliamo cambiare e non distruggere. Per tutelare il risparmio degli italiani. Per tutelare le imprese e il lavoro del nostro popolo. Per arginare la concorrenza sleale che arriva dall’Asia e l’immigrazione travolgente che arriva dall’Africa. Saremo le sentinelle coerenti a difesa del programma del centrodestra. Ribadiamo la validità strategica di questa coalizione, che si presenta unità alle amministrative del 10 giugno. E il cui programma testa il nostro verbo. Che applicheremo e rispetteremo in Parlamento. Quale che sia il governo che dovesse nascere. Taglio delle tasse, blocco dell’immigrazione clandestina, tutela del lavoro e dell’impresa, difesa della famiglia, le nostre priorità. E contrasteremo anche i sindaci che registrano all’anagrafe bambini con due “madri” o due “padri”. Saremo insomma attivi e coerenti, senza alterare il quadro delle alleanze ma pronti a contrastare iniziative che non siano in sintonia con il programma del centrodestra.” Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). (red)