Roma, 31 mag – Il reddito medio dichiarato più elevato si registra nel settore delle attività professionali (47.780 euro, +7,8% rispetto al 2015), seguito dal settore delle attività manifatturiere (40.460 euro, +8,1% sul 2015) e dal settore dei servizi (28.620 euro, +4%), mentre il reddito medio dichiarato più basso appartiene al commercio (23.680 euro, con un aumento pari al 5,2%).
L’aumento del reddito medio è anche l’effetto dell’ampliamento del numero di soggetti che aderiscono al regime forfetario: la fuoriuscita dagli studi di settore di tali soggetti, che dichiarano normalmente redditi bassi, si riflette infatti in un aumento del reddito medio dichiarato. In relazione alla composizione percentuale dei valori dichiarati si evidenzia che le società di capitali a fronte di oltre la metà del totale dei ricavi/compensi (54%) dichiarano solo il 20% circa del totale dei redditi; diversamente, a fronte del 26% dei ricavi o compensi totali, le persone fisiche dichiarano il 57% dei redditi totali. Queste quote percentuali, riflettendo la specifica struttura produttiva delle diverse forme giuridiche dei contribuenti, sono in linea con quanto evidenziato lo scorso anno.
Un confronto tra i livelli di reddito medio dei soggetti congrui e non congrui[2] mostra differenze molto elevate: escludendo i soggetti di minori dimensioni[3], si passa complessivamente da un reddito medio di 50.090 euro per i soggetti congrui ad un reddito medio di 6.070 euro per quelli non congrui. (SEGUE)