Roma, 4 giu – “È stato fatto un discreto lavoro dal mio predecessore Minniti, non smonterò nulla di quello che di positivo è stato fatto. Lavorerò per rendere più efficaci le politiche di controllo ed espulsione”. Matteo Salvini, in attesa di ricevere la fiducia del Parlamento, in una intervista a Rtl 102.5 concede l’onore delle armi a Marco Minniti, il ministro del Partito democratico che lo ha preceduto al Viminale e che era riuscito a rallentare i flussi di migranti dal Mediterraneo. “Più disperati partono, più disperati rischiano di morire – spiega Salvini – Limitare le partenze è nell’interesse di quelle persone e degli italiani che non ne possono più”. A chi gli chiede cosa farà, Salvini spiega che “al Ministero degli Interni arrivo in punta di piedi, per studiare e per capire; non ho bacchette magiche, ma occorre dare un segnale concreto. Bisogna ridurre i costi e i tempi”. Di certo c’è che “domani voteremo no al documento che sarà sottoposto nella riunione in Lussemburgo sul tema immigrazione perché penalizzerebbe ancora l’Italia e gli altri Paesi del Mediterraneo. L’Italia non può essere trasformata in un campo profughi”.
(SEGUE)