“Se me lo avessero detto sei mesi fa avrei chiesto: ma che ti sei fumato?”. Così Sergio Costa, 59 anni, generale di Brigata dei carabinieri forestali, commenta in una intervista al Corriere della Sera, la sua nomina ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. E del lavoro del suo predecessore dice: “Cambiarlo no. Svilupparlo sì. Galletti ha messo tante cose sul tavolo. Ora devo raccoglierle”, “porterò persone di mia assoluta fiducia. Ce ne sono di cose da fare. Voglio lavorare per ridurre la produzione dei rifiuti”, “bisogna andare alla radice del problema. Ha presente l’economia circolare? Stimolare la produzione di prodotti non inquinanti che allettino i consumatori, per motivi economici e fiscali, prima di tutto”. Parla inoltre della sua battaglia nella Terra dei fuochi “che come uomo non vorrei abbandonare. Come ministro so che mi devo occupare di tante altre cose, però… nella caccia alle discariche nella Terra dei fuochi ho inventato una tecnica investigativa che – mi dicono – è unica a livello mondiale. Noi non ci siamo basati sui collaboratori di giustizia, trovavamo le discariche partendo dalla costante dei campi magnetici della crosta terrestre. Non è difficile da capire. Per ‘tombare’ le discariche i camorristi usano materiale ferroso. Ed è quello che fa variare il valore dei campi magnetici. Quando scavavamo sulla discarica usavamo anche i geiger per individuare gli isotopi radioattivi pericolosi”. E aggiunge: “Lo ha detto anche la Cassazione. Ha riconosciuto la procedura tecnico-scientifica come una procedura giuridica. Io per avere le autorizzazioni a fare queste indagini così ho dovuto invece convincere i magistrati uno ad uno, spiegandomi ogni volta. Ma è andata”. Sono state individuate così una ventina di discariche in un paio di anni. Ed il tutto con una squadra di otto persone. (red)