Roma, 4 giu – La galleria Santa Maria della Scala di Siena ospita, fino al 4 luglio, la mostra “Josef and Anni Albers. VIBE. Voyage Inside a Blind Experience” fruibile sia da soggetti normovedenti che da persone con disabilità visiva in cui le opere sono accompagnate da speciali tecnologie in grado di offrire a tutti i tipi di pubblico suggestioni tattili e uditive. La mostra nasce grazie a una collaborazione internazionale tra la galleria senese, l’Istituto dei Ciechi di Milano, Atlante Servizi Culturali, l’americana The Josef and Anni Albers Foundation e due sedi internazionali che ospiteranno in seguito la mostra: il The Glucksman della University College Cork in Irlanda e il Museo di arte contemporanea di Zagabria, in Croazia. La mostra ruota intorno alle opere di Josef Albers (1888 –1976), pittore, designer, insegnante e teorico del colore ed Anni Albers (1899 – 1994), tessitrice, pittrice e insegnante, protagonisti di una collaborazione iniziata alla Bauhaus e durata tutta una vita, tra le più pionieristiche del ventesimo secolo. I visitatori possono toccare per la prima volta cinque opere originali degli Albers: Rail, un tessuto che Anni produsse ad uso commerciale negli anni ‘50; Montanius III, una stampa a rilievo in cui Anni tenta di manipolare la forma; Intaglio Duo E, altra stampa effettuata senza inchiostro né colori ma solo esponendo le linee in rilievo; Homage to the Squaree Color study per Homage to the Square, due opere non finite di Josef in cui si possono percepire i differenti spessori degli impasti, la stesura a spatola e le correzioni in gesso. Per la visita sono state predisposte delle audioguide, progettate insieme a Tooteko, uno spin-off dello IUAV di Venezia, che ha prodotto un dispositivo che consente di esplorare con il tatto superfici tridimensionali a rilievo e di ricevere informazioni audio pertinenti e localizzate. Un’intera sezione mette in relazione le copertine da Josef Albers disegnate per la CommandRecords con le musiche contenute nei relativi vinili. Nel percorso espositivo è anche possibile toccare dodici riproduzioni in resina delle opere in mostra. (red)