Roma, 6 giu – L’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato i principali punti del programma di Governo citati da Conte, tracciando l’agenda degli italiani: il 71% ritiene prioritaria l’introduzione del salario minimo orario, il 64% la stretta contro quello che il Premier ha definito il business dell’immigrazione. 6 intervistati su 10 condividono l’impegno a rendere più dignitose le pensioni più basse, portandole ad un minimo di 780 euro. Il reddito di cittadinanza a tempo per chi è senza lavoro è citato dal 47%, percentuale che aumenta tra quanti hanno meno di 40 anni e nelle regioni del Sud. La graduatoria si chiude con la flat tax, indicata dal 42%. Demopolis ha rilevato per Otto e Mezzo l’orientamento degli italiani anche su due questioni centrali, indicate nel Contratto di Governo 5 Stelle–Lega, ma non citate ieri nel discorso di Conte. L’incremento dell’IVA, previsto dalle clausole di salvaguardia è il primo scoglio che dovrà affrontare il nuovo Governo: l’opinione dei cittadini è netta: il 90% ritiene che l’aumento dell’Iva vada assolutamente bloccato. Altro tema chiave è la proposta di superamento della legge Fornero, con la previsione della quota 100 ipotizzata da Di Maio, condivisa dai due terzi degli intervistati. Agli occhi dell’opinione pubblica, l’Esecutivo M5S-Lega sembra destinato a durare. Per un quarto degli italiani potrebbe giungere a fine legislatura. Il 40% appare più scettico ed ipotizza per il Governo una durata di 1-3 anni. Appena il 9% dei cittadini intervistati da Demopolis immagina invece che l’esperienza Conte possa concludersi in meno di un anno. (pap)