“Il fuggevole accenno di Conte è suonato come vuoto, retorico, dovuto e non sentito”. Troppo poco una sola frase dedicata alle donne nel discorso di insediamento del presidente del Consiglio lamenta Mara Carfagna, ex ministro per le Pari Opportunità, oggi deputata di Forza Italia. “Ho il dubbio che quelle due parole fossero poche, se consideriamo che le donne sono il 52 per cento, ovvero la maggioranza, dei cittadini italiani – afferma in una intervista a La Stampa -. Milioni di donne che ancora oggi sono pagate di meno, frustrate nel desiderio di maternità, oppresse da una violenza largamente impunita. E questi dati sono anche più drammatici al Sud, dove lavora una donna su tre, dove i servizi sono scarsi e moltissime ragazze di talento e intraprendenti per farsi strada devono emigrare. D’altronde mi permetto di osservare che in questo governo manca il Ministero per le Pari Opportunità, e nel Consiglio dei ministri le donne sono appena cinque. E segno di una preoccupante indifferenza a un tema cruciale per la modernità e per il progresso del Paese”. Si dice poi “stupita” per il silenzio sul femminicidio, “un dramma che sconvolge le coscienze di tutti. Questa tragedia ha tra l’altro un rilievo dal punto di vista della sicurezza, perché le donne si sentono in pericolo dentro e fuori le mura domestiche. Questo è stato largamente sottovalutato dai governi, mi auguro per il bene di tutte e del Paese che questo governo non lo sottovaluterà”.
PIU’ DIRITTI SOCIALI – E conclude: “Le donne italiane hanno diritto a più servizi sociali, essendo costrette a destreggiarsi fra famiglia e lavoro. E nonostante questo le donne si laureano di più, con voti più alti, e vincono concorsi, quindi sono interessate a vedere riconosciuto il loro valore e apprezzato il loro contributo al Paese. Stiamo studiando soluzioni che metteremo a disposizione di chi governa. Nel Piano Sud di Forza Italia proporrò molte misure concrete, e alcune sono pensate proprio per sostenere l’occupazione femminile. La prima, che chiameremo ‘Una donna fa la differenza’, prevede che per ciascuna donna assunta in più rispetto all’anno precedente l’azienda ottenga un credito fiscale pari al costo dell’Irpef per quella lavoratrice. È un incentivo ad assumere più donne in aree del Paese che segnano il record negativo nel continente. La seconda è un piano per la realizzazione di asili nido dove questi servizi essenziali sono quasi inesistenti, utilizzando gli immobili dismessi di proprietà pubblica”. (PO / red – 7 giu)
