Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, dopo il passaggio delle consegne col predecessore Graziano Delrio, fa il punto dei primi impegni da affrontare. Il primo, Alitalia, rischia a breve di esplodere coinvolgendo 21mila famiglie se si considera l’indotto. Ci sono poi la riforma del Cipe e degli appalti, l’Anas e le infrastrutture stradali. Le Ferrovie con i temi caldi di alta velocità e del Sud, oltre al dossier che riguarda i pendolari. In una intervista a Repubblica il neo ministro parla di “programmazione di ampio respiro delle opere, stop agli sprechi e alla corruzione, attenzione sempre maggiore alla project review, rafforzamento della logistica e della intermodalità, più investimenti per la cura del ferro, soprattutto al Sud, mobilità pulita e dolce”. Su Alitalia inoltre precisa: “Bisogna evitare uno spezzatino. L’intervento pubblico, di fatto già in essere con il commissariamento e il prestito ponte, non può essere escluso, ma in una logica di rilancio industriale cui può affiancarsi un partner forte. Certamente potranno aiutarci commissari non in conflitto di interessi”. Parla poi di Anas e dice che “dovrà migliorare sempre più la sua capacità di progettazione. Anche per abbattere i troppi contenziosi con le imprese, soprattutto su opere locali. Pure da questa sfida passa la possibilità di incrementare gli investimenti”. Inoltre evidenzia che “la cura del ferro, soprattutto al Sud, sarà uno dei punti cardine della nostra azione. Bisogna avvicinare le varie aree del Paese. E non parlo solo di Alta velocità. C’è il tema delle ferrovie regionali e del Tpl. I pendolari e chi si sposta all’interno delle grandi città hanno diritto a un servizio decisamente migliore. Senza dimenticare il grande sforzo di Rfi nella manutenzione della rete, soprattutto in termini di maggiore sicurezza”. Infine nota che “il codice degli appalti può apparire un po’ rigido perché si è tentato di mettere fuori gioco la corruzione” e “di sicuro bisogna collegare meglio la fase della programmazione e della definizione degli obiettivi con il lavoro progettuale delle stazioni appaltanti. E poi bisogna snellire il fronte amministrativo, penso soprattutto al Cipe”. (7 giu – red)
