Roma, 11 giu – “Evidentemente alzare garbatamente la voce paga, cosa che l’Italia e il governo italiano non facevano da tempo immemore. Abbiamo aperto un fronte di discussione per una nuova politica dell’immigrazione a livello continentale. Sicuramente non si chiude oggi la partita, ma è un primo e importante segnale che l’Italia non può continuare a sostenere da sola questo peso enorme”: così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in una conferenza organizzata presso la sede della Lega a margine del Consiglio federale, commentando la vicenda della nave Aquarius, accolta ora dalla Spagna per decisione del primo ministro Pedro Samchez. Una vicenda che viene letta dal numero uno del Carroccio come una “prima vittoria: 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto! Non sta scritto da nessuna parte che gli immigrati debbano sbarcare tutti, e sempre, in Italia. Stiamo facendo di più noi in una settimana che la sinistra in sette anni”. “Nelle ultime ore – spiega Salvini – avevamo dato su mia iniziativa la disponibilità alla nave Aquarius di trasbordare donne e bambini, ma dalla nave non ci avevano risposto. Il problema si è risolto grazie al buon cuore del governo spagnolo, ma evidentemente l’Unione europea non può andare avanti a buon cuore e contiamo oggi su un nuovo inizio”. Il responsabile del Viminale assicura che “il governo è compatto, alla faccia di chi cercava spaccature tra Lega e 5 Stelle” e spiega che sul tema immigrazione si sta lavorando su due fronti: “Il primo – afferma Salvini – è quello sui costi che i cittadini italiani sostengono per questo esercito di finti profughi, con l’importo dei bandi delle varie prefetture di circa 35 euro cadauno: è una cifra sui cui stiamo lavorando perché voglio che rientri nella media europea. Siccome tutti i Paesi europei spendono di meno, anche noi vedremo di spendere di meno e sono curioso di vedere se tutte queste cooperative e questi solidali per professione, incassando di meno, continueranno a essere generosi, solidali e accoglienti”. (SEGUE)