Roma, 11 giu – All’emergenza più grave al mondo, potrebbe aggiungersi un massacro. E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam alla vigilia di quella che potrebbe trasformarsi in una delle più atroci fasi della guerra, che in oltre tre anni ha raso al suolo lo Yemen. Le Nazioni Unite e le ong al lavoro nel paese, hanno infatti ricevuto la richiesta di evacuare entro domani tutto lo staff presente nella città portuale di Hodeida, la quarta del Paese per numero di abitanti, da dove transitano il 70% degli aiuti che entrano in Yemen. Un attacco che, secondo le stime Onu, potrebbe provocare circa 250 mila vittime e centinaia di migliaia di feriti, recando ulteriori e indicibili sofferenze a un Paese sull’orlo della carestia (8,4 milioni di persone soffrono di grave malnutrizione), in cui 3 persone su 4 dipendono dagli aiuti umanitari e metà delle strutture sanitarie sono distrutte o inservibili. “Questo attacco potrebbe spazzare d’un sol colpo ogni speranza di negoziato che porti alla pace. L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Yemen Martin Griffiths è stato molto chiaro, ma ciò nonostante siamo di fronte a un punto di non ritorno, se la rotta non sarà invertita immediatamente – ha detto Paolo Pezzati esperto di emergenze umanitarie di Oxfam Italia – L’attacco su Hodeida potrebbe causare una catastrofe umanitaria, generando un orrore difficile da immaginare. Per questo, abbiamo chiesto con forza alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di agire immediatamente per fermare la guerra. Le grandi potenze devono esercitare ogni possibile pressione diplomatica sulle parti in conflitto affinché i porti di Hodeida e Saleef restino aperti e sia garantita la protezione dei civili”. (red / UE)