Roma, 12 giu – Rai Teche ha annunciato la propria partecipazione, il prossimo 14 giugno, a Londra, ai Focal International Award 2018 come finalista nella categoria Best Archive Restoration And Preservation Title con il film “La lunga strada del ritorno” di Alessandro Blasetti, insieme ai francesi “Le Salaire de la Peur” di Hiventy per TF1 e “Voyage au Congo” di Hiventy per Films du Jeudi. I Focal International Award, tra i più prestigiosi premi internazionali nell’ambito archivistico, celebrano il successo nell’uso di filmati in tutte le varietà di generi e su tutte le piattaforme multimediali, oltre al restauro e alla conservazione degli archivi. “Rai Teche è particolarmente fiera di essere in finale con ‘La lunga strada del ritorno’, con cui la Rai partecipò per la prima volta nel 1962 al Festival del Cinema di Venezia”, dice il direttore Maria Pia Ammirati che sarà presente alla Cerimonia di Premiazione. “In occasione di Venezia74 Rai Teche, in collaborazione con CSC-Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, ha riproposto la versione integrale completamente restaurata del film riscuotendo un eccezionale successo di pubblico e di critica. Questo ulteriore riconoscimento internazionale, giungere in finale a premi di tale valore rappresenta già una vittoria, conferma ancora una volta l’importanza e la centralità dell’attività di preservazione, fruizione ed evoluzione dell’Archivio che impegna la Direzione da anni sul fronte della digitalizzazione e della creatività editoriale”. “La lunga strada del ritorno” è un film-inchiesta, uno dei primi casi di riutilizzo sistematico dei materiali di repertorio combinati con interviste realizzate per costruire un’opera documentaristica d’autore finalizzata alla memoria storica. Il film raccoglie testimonianze dei reduci italiani della seconda guerra mondiale, coniugando il racconto del conflitto a quello delle vicende degli uomini impegnati al fronte. Per la realizzazione dei testi, Blasetti, uno dei maggiori registi italiani del secolo scorso, si avvalse della collaborazione del poeta Alfonso Gatto. L’opera è il risultato di un certosino lavoro di ricerca nelle cineteche italiane e straniere, nelle quali Blasetti andò in cerca non della cronaca bellica tout-court, ma del volto più privato e sofferto della guerra. (red / PO / BIG ITALY)