Roma, 13 giu – Un’altra comunità numericamente importante – e concentrata in alcune zone della Penisola – è quella cinese. Da alcuni poli principali come Milano, Firenze-Prato e Roma, si è nel tempo diffusa ampiamente anche altrove, specie nel Nord-est della dorsale adriatica e nell’area del napoletano. La comunità cinese presenta un rapporto tra i generi equilibrato (le donne costituiscono il 49,6%), ed è solitamente strutturata in famiglie.
Come la filippina, anche la comunità marocchina è di antico insediamento in Italia ma, rispetto alla prima, mostra un’ampia diffusione sul territorio: al Nord (soprattutto al Nord-est), nella costiera nord-adriatica, in Campania e nel Lazio. Gli uomini sono il 53,3%.
I cittadini rumeni, pur essendo presenti lungo tutta la Penisola sono per lo più concentrati nei grandi centri urbani del Centro e del Nord. In particolare un quinto dei rumeni risiede nel Lazio (19,6%) e, di questi, il 79,0% nella provincia di Roma.
La graduatoria dei primi cinque Paesi di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia resta immutata rispetto all’anno precedente; tuttavia, nel corso del 2017 le diverse collettività hanno subito variazioni di entità e a volte anche di segno differenti. Aumentano i cittadini rumeni (+1,8%), cinesi (+3,1%), ucraini (+1,1%), mentre diminuiscono albanesi (-1,8%) e marocchini (-1,0%). Estendendo lo sguardo alle altre collettività straniere con più di 50 mila residenti nel nostro paese, si segnalano soprattutto i cittadini bangladesi, che sono cresciuti del 7,8% rispetto al 31 dicembre 2016 (raggiungendo le 131.967 unità), gli egiziani (+6,0%,119.513 unità), i pakistani (+ 5,5%, 114.198 unità), i cingalesi (+2,9%, 107.967 unità). Aumentano anche i cittadini di diversi paesi africani, principalmente la Nigeria (+19,8%, 106.069) e il Senegal (+4,7%, 105.937). Con riferimento a questo continente, si segnalano incrementi elevati anche per nazionalità meno rappresentate, quali quelle del Gambia (+42,0%, 19.567), del Mali (+29,6%, 19.134), della Costa d’Avorio (+15,7%, 30.271), del Camerun (+9,2%, 14.529). Risulta infine in crescita il numero di Afghani (+4,6%, 11.738). Di contro, diminuiscono i residenti ecuadoriani (-3,3, 80.377), moldavi (-2,8%, 131.814), peruviani (-1,7%, 97.379) e polacchi (-1,4%, 95.727).
Sulla riduzione di residenti di alcune nazionalità di più antico insediamento, oltre alle migrazioni verso l’estero influisce anche l’elevato numero di acquisizioni della cittadinanza italiana, non bilanciato da consistenti nuovi flussi migratori in ingresso.
(red)