Roma, 13 giu – I flussi migratori dall’estero, rileva l’Istat nel Bilancio Demografico, rappresentano una voce importante del bilancio demografico nazionale. Essi hanno contribuito nel corso degli ultimi 30 anni all’incremento della popolazione residente nel nostro Paese, controbilanciando la perdita dovuta al saldo naturale negativo e contribuendo a un ringiovanimento della popolazione. Negli ultimi anni, tuttavia, il saldo migratorio è più contenuto rispetto al decennio precedente.
Gli iscritti in anagrafe provenienti da un Paese estero sono stati oltre 343 mila nel 2017 (cittadini stranieri nell’87,7% dei casi). Gli italiani che rientrano dopo un periodo di emigrazione all’estero sono oltre 42 mila, in crescita rispetto al 2016 di oltre 4 mila unità.
Hanno lasciato il nostro Paese nel 2017 circa 155 mila persone (di cui quasi 115 mila di cittadinanza italiana), con una flessione di quasi 2 mila unità rispetto al 2016, relativa all’emigrazione di cittadini stranieri, mentre è stabile il numero di emigrati italiani. Tra questi è in continuo aumento il numero di italiani nati all’estero: più di 27 mila nel 2016 e circa 32 mila nel 2017 (dato provvisorio). Si tratta prevalentemente di cittadini di origine straniera che emigrano in un Paese terzo o fanno rientro nel Paese d’origine dopo aver trascorso un periodo in Italia ed aver acquisito la cittadinanza italiana. Se a questi si sommano anche i figli nati in Italia che emigrano con il nucleo familiare, si raggiungono circa 44 mila persone.
Le analisi condotte sulle Iscrizioni e Cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza nel 2016, possono presumibilmente confermarsi per il 2017. Emergono alcune peculiarità nei comportamenti migratori a seconda del paese di origine: i cittadini italiani di origine asiatica emigrano prevalentemente verso un altro paese dell’Unione europea, mentre quelli nativi dell’America Latina mostrano la tendenza a rientrare nel Paese di origine.
(SEGUE)