“I prossimi 15 giorni sono decisivi, possono dare speranza o farci sprofondare nell’avversità”. Lo afferma il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici, in una intervista al Corriere della Sera, nella quale parla di “rischio esistenziale” per l’Europa. E poche ore prima della dichiarazione finale di Francia e Germania, va nella stessa direzione: “Bisogna andare in fondo alla logica dell’Unione bancaria, cioè creare il backstop che è un elemento di solidarietà tra gli Stati, affinché non sia il contribuente a pagare. Il budget della zona euro è una vera svolta, perché è un elemento di solidarietà di cui l’Europa ha bisogno. Poi bisogna allargare la missione del meccanismo europeo di stabilità, che deve essere più efficace nella gestione delle crisi”. La prima tappa di una possibile rinascita dell’Unione Europea secondo Moscovici arriverà domani, “quando in Lussemburgo volteremo una pagina dolorosa nella storia della Grecia, con la chiusura del terzo e spero ultimo programma in suo aiuto. La crescita è ritornata, il Paese si è riformato in profondità. Abbiamo evitato il Grexit, la lezione è che le crisi finiscono”. Il secondo momento della verità sarà il Consiglio europeo di fine mese, “quando bisognerà rispondere al messaggio centrale che ci arriva dall’Italia: la zona euro a due velocità è un rischio perla nostra coesione, non possono esserci i vincitori della zona euro e regioni intere che si sentono perdenti. Dobbiamo completare la responsabilità degli Stati con la solidarietà”. Ecco perché il via libera a un budget della zona euro è fondamentale: “Per la prima volta nasce un budget comune con due funzioni: stabilizzazione e investimento. Se continua a svilupparsi il sentimento che sono sempre gli stessi a vincere e a perdere, che le diseguaglianze si approfondiscono come è successo in Italia con il Sud che non riesce a stare agganciato al Nord, allora le forze populiste sono destinate ad aumentare”. Moscovici poi ha affrontato la questione dei migranti, per dire che “il metodo impiegato in Italia dal ministro Matteo Salvini non è buono, privilegia il ripiegamento su se stessi. Ma non sono qui per fare politica o morale. Il messaggio che sta dietro a Salvini è che gli Stati membri non possono più lasciare l’Italia sola di fronte al flusso migratorio”. E, quanto alle dichiarazioni sui Rom, conclude: “Resisterò alla tentazione di commentarle, siano essere scioccanti o raggelanti. Dico solo che la Commissione Ue eserciterà le sue competenze, esistono regole in materia economica e finanziaria ma anche per quanto riguarda lo stato di diritto. Sono le nostre regole comuni e vanno rispettate da tutti”. (20 giu – red)