Lussemburgo, 25 giu – “La proposta di direttiva sulla qualità delle acque per il consumo umano nasce da una mobilitazione popolare senza precedenti, con quasi 2 milioni di cittadini europei intervenuti per chiedere all’Unione di garantire un accesso sufficiente all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari per tutti”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a Lussemburgo per partecipare al Consiglio Ambiente dell’Unione Europea dove è in discussione, tra gli altri temi, l’aggiornamento della direttiva sull’acqua potabile, a seguito dell’iniziativa dei cittadini europei ‘Right2Water’. “E’ doveroso che intervenga l’Unione europea con una Direttiva specifica – ha spiegato il ministro – Se non lo facesse, verrebbe vanificata la richiesta dei cittadini”. Il ministro dell’Ambiente ha poi sottolineato l’opportunità che la fornitura di acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggette alle ‘logiche del mercato unico’, e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione, “perché l’acqua è un bene comune ed in quanto tale non oggetto di mercificazione”. (SEGUE)