Roma, 26 giu – Massimo Romeo Piparo firma la sesta stagione del Teatro Sistina: dopo i successi al botteghino, sia in termini di pubblico (oltre un milione) che di alzate di sipario (mille), il direttore artistico del celebre palcoscenico, progettato da Marcello Piacentini, ha presentato questa mattina il cartellone 2018-19 insieme a molti dei suoi protagonisti. Otto gli spettacoli previsti da ottobre a maggio, illustrati sul palco dal giornalista Rai Alberto Matano e da Piparo. La stagione si apre l’11 ottobre con “Mamma mia!”, diretto dallo stesso Piparo con Luca Ward, Paolo Conticini e Sergio Muniz: 200 mila spettatori e 110 repliche che fanno del musical uno dei più visti degli ultimi 10 anni. Canzoni degli Abba, come nella versione originale, scritta da Catherine Johnson e diretta da Phyllida Lloyd, tradotte appositamente dal regista in italiano, e oltre 30 artisti sul palco. “Dopo aver tradotto ‘Billy Eliot’ – ha scherzato Massimo Romeo Piparo – tradurre gli Abba è stata una passeggiata”. Commedia al femminile quella proposta dal 21 novembre: Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo saranno impegnate in “Belle ripiene”, scritta da Giulia Ricciardi. Uno chef a supportare le 4 attrici, Chef Cercello, che cucineranno davvero per il pubblico, in una cucina vera a tutti gli effetti allestita sul palco del Sistina. “Con questa commedia – ha spiegato ancora Piparo – vogliamo confermare l’impegno del Sistina a investire non solo sui classici, ma anche sul futuro e su nuovi spettacoli”. Ed è un vero e proprio evergreen quello che sarà in scena dal 6 dicembre: dopo il successo del tour europeo, gli appuntamenti all’Arena di Verona e allo Sferisterio di Macerata, e le molte tappe italiane, torna “Jesus Christ Superstar”, interpretato da 23 anni in lingua originale da Ted Neeley, con l’orchestra dal vivo diretta da Emanuele Friello. “Rugantino” è invece lo spettacolo delle feste di Natale (in scena dal 20 dicembre). Torna sul palco, infatti, dopo 40 anni, Enrico Montesano nell’allestimento storico di Pietro Garinei, con scene e costumi di Giulio Coltellacci e le musiche di Armando Trovajoli. “Quando Piparo mi ha chiamato non ce l’ho fatta a rifiutare la proposta, per il grande amore che mi lega a questo spettacolo. Si tratta di un grande classico che oggi, dopo 40 anni, affronto con una sensibilità tutta nuova. Anton Giulio Bragaglia, nella sua celebre ‘Storia del teatro popolare romano’, dice che Rugantino è una maschera e come tale non è né giovane né bella, solo una maschera senza maschera. Quando entri in Rugantino, ti metti al suo servizio”, ha raccontato Montesano. (PO /SEGUE)