Bruxelles, 26 giu – “Patrimonio è un termine che sembra un po’ polveroso. Io sono un artista che spesso viene presentato come pioniere della musica elettronica, quindi la mia visione di patrimonio guarda sempre al futuro”. Così Jean-Michel Jarre nel suo intervento alla Conferenza di alto livello sull’anno europeo del patrimonio culturale al Parlamento europeo di Bruxelles. “Sono qui non solo per condividere le preoccupazioni di chi lavora nel settori culturale, ma anche di tutte le famiglie in cui ci sono figli e figlie che un domani percorreranno una strada artistica”, ha detto Jarre facendo chiaro riferimento al problema del diritto d’autore sul web. “Per questo è molto importante la direttiva sui diritti d’autore dell’Unione europea. Perché Verdi è riuscito a concludere la propria vita con tranquillità e Mozart no? Perché uno riscuoteva i diritti d’autore e l’altro no”. E’ sul tema dei diritti d’autore sul digitale che spinge Jarre, che circa vent’anni fa organizzò una petizione di artisti per chiedere proprio all’Unione europea una direttiva sul copyright: “Il concetto di proprietà intellettuale è senza tempo ma dipende dal contenuto indipendentemente dal sistema di diffusione. Il diritto alla proprietà intellettuale è fondamentale per l’uomo”. (peg / UE)