Roma, 27 giu – “A preoccupare l’agroalimentare – ha continuato Moncalvo – è infatti soprattutto la delocalizzazione all’estero degli approvvigionamenti, che prima riguarda i prodotti agricoli per poi estendersi agli impianti industriali alimentando un circolo vizioso che rischia di far perdere all’Italia un sistema produttivo che genera ricchezza, occupazione e salvaguardia ambientale. Per difendere l’autentico Made in Italy occorre pero’ – ha sostenuto Moncalvo – anche continuare con decisione sulla strada della trasparenza estendendo l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per consentire di fare scelte di acquisto consapevoli ai consumatori. L’Italia – ha concluso Moncalvo – ha sviluppato una legislazione nazionale che la pone all’avanguardia in Europa con i decreti sull’indicazione di origine in etichetta per il latte e i formaggi, il riso, la pasta di grano duro i derivati del pomodoro che sono vigenti e pienamente applicabili fino al 31 marzo 2020 ma molto resta da fare per contrastare le resistenze e superare l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta l’origine per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi o le marmellate.
(Red)