Beppe Grillo pensa al sorteggio integrale di una delle due Camere, presumibilmente il Senato. Il ‘suo’ Movimento 5 Stelle, più cautamente, propone ‘solamente’ una legge per regolamentare il trattamento economico di tutti i parlamentari secondo le regole già autoimpostesi per loro stessi. Nella stessa mattinata, dai rispettivi siti web (quello di Beppe Grillo si è ormai da qualche mese distaccata dall’attività politica del Movimento) arrivano le due proposte, delle quali quelle del comico genovese è decisamente la più scioccante. “La politica è divisa su tutti i temi, i politici non hanno fiducia e il sistema politico è distorto da potenti interessi. Io un’idea ce l’ho, il suo nome tecnico è “sortition”. Ma il suo nome comune è “selezione casuale”. L’intuizione è di un certo Brett Hennig. L’idea è molto semplice: selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento. Sembra assurdo, ma pensateci un attimo. Le selezioni dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della società. Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata”. Certo, ammette Grillo, “so bene che se provate a chiedere chi è d’accordo, troverete molti pareri sfavorevoli. Ma vi dico un fatto sorprendente. Funziona. Da tutti gli esempi moderni emerge un fatto: se date alle persone la responsabilità, agiscono in modo responsabile. Non fraintendetemi, non dico che è perfetto. La domanda giusta è: funziona meglio? Per quanto mi riguarda, è sì”. Nel frattempo sul nuovo sito, il blog delle stelle, il Movimento 5 Stelle annuncia di aver approvato “un nuovo Regolamento per il trattamento economico dei portavoce eletti nel Parlamento italiano, nel Parlamento europeo e nei consigli regionali. Sarà la stella polare che tutti i nostri eletti dovranno seguire, ma non ci basta. Vogliamo che il nostro esempio virtuoso diventi presto obbligo di legge, estendendo la nuova disciplina economica a tutti gli eletti di tutti i partiti ed eliminando finalmente gli odiosi privilegi della politica. Con il M5S al Governo possiamo realizzare ciò che abbiamo sempre sognato. L’obiettivo è lo stesso di sempre, cioè garantire il corretto utilizzo dei soldi pubblici nel rispetto dei contribuenti, ma il nuovo Regolamento ci aiuterà a raggiungerlo con ancora maggiore efficienza”. I punti chiave del Regolamento sono il taglio delle indennità e dell’assegno di fine mandato, il rinnovato impegno a superare il privilegio dei vitalizi, sostituendolo con una pensione calcolata come per qualsiasi lavoratore, la rinuncia a qualsiasi doppie indennità o rimborsi per altre cariche istituzionali ricoperte e, infine, la trasparente e regolare rendicontazione delle indennità, dei rimborsi e delle spese sostenute per l’organizzazione di eventi M5S e delle spese di mandato per collaboratori, consulenze, altri eventi e convegni”. Per il momento però i pentastellati rischiano di incassare uno stop, proprio dal Senato, sulla questione vitalizi, perché la presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati non sarebbe molto convinta del provvedimento, in particolare sulla possibilità di andare a intervenire su diritti acquisiti. La risposta di Luigi Di Maio è lapidaria: “I vitalizi non sono diritti acquisiti, ma privilegi rubati. I privilegi rubati non possono esistere nel nostro governo”. (Sis – 28 giu)