A neanche un mese e mezzo dall’edizione 2018 che ha registrato ben 43mila visitatori, Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, volge già lo sguardo al 2019: in programma alla Fiera di Rimini dall’8 al 10 maggio, tante sono le novità della 36esima edizione, presentata al ministero degli Affari esteri alle ambasciate dei paesi africani. La scelta del luogo e degli interlocutori non è in effetti casuale: partner dell’edizione 2019 sarà infatti l’Africa sub sahariana, a conferma del carattere sempre più internazionale della manifestazione. L’Africa è un’area strategica per tante ragioni, a partire dalla gran parte delle riserve minerali mondiali in suo possesso. Poi per la forte pressione demografica: si calcola che nel 2050 la terra sarà popolata da 9,1 miliardi di persone, ben il 34% in più rispetto ad oggi. Oltre il 50% di questo aumento sarà concentrato in nove Paesi, ben cinque del continente africano: Nigeria, Repubblica democratico del Congo, Etiopia, Tanzania e Uganda. Dunque, se dovesse persistere l’attuale situazione di sottosviluppo in numerosi stati, sarà inevitabile proseguire nel trend di una forte pressione migratoria di massa di difficile gestione. n questo contesto, di favorire lo sviluppo dei paesi e rispondere a una maggiore domanda di cibo, un ruolo da protagonista lo può svolgere il settore ortofrutticolo. Secondo la Fao infatti il fabbisogno alimentare mondiale di ortofrutta sarà di 900 milioni di tonnellate in più rispetto ad oggi. Secondo il direttore generale della Farnesina per la mondializzazione e le questioni globali,
Massimo Gaiani, “è universalmente noto che l’agribusiness è uno dei settori di particolare interesse nel rapporto con i paesi africani e l’Italia gode di una posizione di eccellenze avendo conoscenze molto approfondite su tutta la filiera. Mostre come Macfrut sono una grande opportunità, siamo contenti che molti paesi africani abbiano partecipato alla fiera di quest’anno e che la prossima possa essere dedicata all’Africa subsahriana. L’Italia ha intenzione di diventare un hub in questo settore, ponendosi come punto di arrivo e di smistamento verso il resto d’Europa. Stiamo lavorando per potenziare le infrastrutture per portare i prodotti africani in mercati più ampi di quelli locali e poi magari anche in Europa”. Il focus Africa di Macfrut si concentrerà su 4 macrotemi: la gestione efficiente dell’acqua, le nuove frontiere dell’orticoltura, le tecnologie per le aziende agricole e i piccoli impianti per la trasformazione aziendale. “L’agricoltura – spiega il direttore Africa sub-sahariana, Giuseppe Mistretta – è
ancora oggi il settore che garantisce più posti di lavoro in Africa, anche fino all’80% in alcuni paesi. Si sta puntando di nuovo nell’agricoltura e nell’occupare i giovani. E si stima che olo il 20-30% delle terre africane sono coltivate, un potenziale infinito”. Per promuovere la manifestazione è stato messo a punto un piano di oltre 30 missioni internazionali con tappe nei quattro continenti: particolarmente nutrite le trasferte africane che vedranno impegnati i vertici di Cesena Fiera insieme a tante aziende del settore in ben 11 stati. Renzo Piraccini, presidente di Macfrut, assicura che la fiera “costituisce una grande opportunità per la filiera ortofrutticola italiana e soprattutto per i paesi africani. Sono veramente convinto del grande potenziale inespresso che c’è nel settore ortofrutticolo africano, che può essere davvero un grande volano per l’economia, ma sono convinto che la più grande urgenza per l’Africa è quella di modernizzare la propria filiera produttiva”. (Sis – 28 giu)
