“Ci servono margini di bilancio. Abbiamo detto che è la fine dell’austerity e così dev’essere. Noi siamo persone responsabili, non vogliamo certo strappare. Ma a Bruxelles devono sapere che non stiamo più a rimorchio”. Lo afferma il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio in una intervista a La Verità. E assicura: “Quello che si è visto sugli immigrati è solo l’antipasto di quello che vedranno sul piano economico”, “il cambio è totale. Prima vengono le persone, poi gli indici. E se serve li terremo inchiodati alle 4 di notte per ottenere ciò che è necessario a cambiare questo Paese”. Il ministro fa il punto sui costi del reddito di cittadinanza, ribandendo che “ci deve essere”: 15 miliardi, più i 2 per i centri per l’impiego. “Solo il primo anno – precisa -. I 2 miliardi sono una tantum. E il resto andrà a calare. Noi facciamo il reddito di cittadinanza per aiutare le persone a trovare lavoro. Non le vogliamo pagare perché restino sul divano a non fare nulla”, “ho mille idee su come creare nuove opportunità di lavoro. E su come far conoscere quelle che già ci sono. Per esempio: bisogna modificare il codice degli appalti”, “oggi ci sono 10 miliardi di investimenti, già stanziati, in pancia agli enti pubblici” e “sono bloccati da questo codice degli appalti complicato e illiberale”. Come si immagina Luigi Di Maio tra 5 anni? “In un Paese con una disoccupazione molto più bassa”, “Non faccio numeri, ma una promessa: non mi vanterò dei dati di crescita dell’occupazione come fanno i ministri del Lavoro”, “mi impegno a non farlo”. Sui 17 miliardi da trovare nella manovra d’autunno “ci sta lavorando il sottosegretario Laura Castelli” e non c’è il rischio di una patrimoniale (“assolutamente no”) e non aumenteranno le tasse: “No, anzi. Troveremo anche i soldi per disinnescare l’aumento dell’’Iva”. Ed assicura “piena sintonia” con il ministro Tria. Alla legge Fornero “ci stiamo lavorando”, “pima introdurremo quota 100, poi quota 41. Con uno sguardo attento a opzione donna e agli esodati”. eD indica come prossimo obiettivo anche le pensioni d’oro: “Sono determinatissimo. Mi pianto in commissione e seguo tutto l’iter”. Infine assicura che con la Lega va “come previsto. Stiamo lavorando bene. Ci sono cose su cui non siamo d’accordo, ma sono fuori dal contratto. Per il resto ho trovato lealtà”. Spiega in una intervista a La Verità, non si sente affatto penalizzato dal doppio incarico di ministro e il leader di partito: “No, anzi. Avere peso politico aiuta le dinamiche in ministero”. Poi un giudizio su Conte: “La persona giusta: osso duro. Lo conosco da tempo. Uno tosto, studia, mai superficiale. Al tavolo delle trattative sa farsi valere”. (2 lug – red)