Ulan Bator – Tra pochi mesi un team internazionale guidato da Federico Fanti (BiGeA – National Geographic Explorer) viaggerà verso una remota località del Deserto del Gobi chiamata Gurliin Tsaav. Dalle rocce che affiorano in quest’area sono stati recuperati decine di scheletri di dinosauri, ma molto più numerosi sono quelli sottratti illegalmente. Nonostante la sua unicità, Gurliin Tsaav – come molte delle località fossilifere della Mongolia – quasi non esiste sulle mappe. Da qui, il team viaggerà attraverso le Montagne dell’Altai verso il Nemegt, il cuore della paleontologia della Mongolia. La spedizione (unica a coordinazione Italiana) fa parte del progetto “Geochemical fingerprinting of Gobi Dinosaurs; a novel tool for countering the illegal trade of Asian fossils”, il primo al mondo che mira a combattere con la scienza il mercato nero dei fossili. Il metodo testato dopo la prima campagna del 2016, finanziata dal Sistema Museale di Ateneo e da National Geographic, si è dimostrato efficace, ed è oggi disponibile a ricercatori e istituzioni di tutto il mondo che lavorano per bloccare il contrabbando di fossili. (9colonne)