Roma, 2 lug – “Ancora una volta, su un tema fondamentale come quello della famiglia, emergono le divergenze all’interno del governo. Negli ultimi giorni, infatti, abbiamo assisto all’ennesima discussione interna alla maggioranza sul tema, tra partecipazioni al gay pride e repliche a difesa della centralità della famiglia uomo-donna, così come sancita dalla Costituzione. Il timore, per chi come noi da anni si batte in difesa della famiglia tradizionale, bistrattata anche dagli ultimi governi di centrosinistra, è che il passo tra la partecipazione ai gay pride e la riproposizione di leggi assurde come quella del cosiddetto utero in affitto sia breve. Pur essendo vietata in Italia, infatti, questa pratica, che consiste nell’acquistare un figlio, come un qualsiasi altro prodotto commerciale, viene praticata da alcune coppie all’estero che poi cercano di ottenere il riconoscimento del figlio una volta tornate in Italia. Per porre un freno a questa turpe speculazione sulla pelle di madri spesso disperate, tanto da vendere il proprio corpo e il proprio figlio, ho presentato una proposta di legge che, oltre a confermare i divieti già vigenti in Italia, punisca anche i nostri connazionali che volessero praticare all’estero questa procedura. Nella scorsa legislatura ci siamo battuti in ogni sede parlamentare contro questa vera e propria compravendita di bambini, ci auguriamo che chi con noi ha difeso le ragioni della famiglia e del buonsenso faccia altrettanto al governo. Calendarizzare, discutere e approvare questa mia iniziativa legislativa sarebbe un ulteriore passo contro chi, per puro egoismo e con la scusa di presunti diritti negati, specula su donne disperate e su bambini strappati alle loro madri”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). (red)