La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l’illecito disciplinare che vieta l’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa dei magistrati a partiti politici. La disposizione era stata censurata dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura nella “vicenda-Emiliano”, l’ex presidente e segretario del Pd pugliese, che non ha mai rinunciato alla carriera di magistrato pure essendo impegnato in politica. La Sezione disciplinare lamentava, in particolare, la violazione degli articoli 2, 3, 18, 49 e 98 della Costituzione. La motivazione della sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.