Roma, 5 lug – Quelle ambientali sono sfide che “l’Italia non può affrontare da sola ma deve saper porre e negoziare in primo luogo in ambito di Unione Europea. Solo se saremo forti e chiari in Europa nel porre le questioni ambientali, potremmo pensare di esserlo a livello mondiale”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, comunicando le linee programmatiche del suo dicastero in audizione presso la Commissione ambiente del Senato. “Ed è per questo che già durante l’ultimo Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea, tenutosi lo scorso 25 giugno a Lussemburgo, ho voluto porre l’attenzione di tutti i colleghi e dei Commissari europei competenti sulla necessità di essere più ambiziosi su tali sfide guardando al futuro”. Costa cita l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco e sottolinea come “il dialogo e l’accordo di tutti gli attori in campo a livello mondiale è una necessità per contribuire nel migliore dei modi ad affrontare queste sfide, promuovendo politiche di efficienza delle risorse e che si basano su una prospettiva virtuosa di promozione dei principi ambientali e di moltiplicazione delle occasioni di crescita per il sistema Paese”. Per perseguire questi obiettivi, servono però risorse e il ministro infatti indica le strada di rinforzare le piante organiche dei Carabinieri Forestali e del Corpo delle Capitanerie di Porto con piani di assunzioni straordinarie. (SEGUE)