Strasburgo, 5 lug – Dall’altro lato del campo, su posizioni equipollenti il Partito Democratico e Forza Italia. “Non si tratta di mettere bavagli o porre limiti alla libera circolazione delle informazioni, bensì di tutelare chi, attraverso il proprio operato, produce quelle stesse informazioni e di porre fine al monopolio dei grandi colossi di Internet che sfruttano a usi commerciali il lavoro altrui -ha detto la dem Simona Bonafé – Ci tengo anche a precisare che la direttiva non tocca in alcun modo Wikipedia, e altre piattaforme simili trattandosi di servizio senza scopo di lucro. Ma la campagna mediatica messa in campo da Wikipedia ha indubbiamente sollevato un polverone il cui unico vero risultato è stato contrapporre due fazioni”. E nella stessa fazione del Pd c’è il partito di Silvio Berlusconi: “Il rinvio a settembre della direttiva, sulla quale si discute da circa due anni, concede un ulteriore spazio di riflessione sulla bozza. E’ giusto preservare i diritti d’autore e remunerare chiunque realizzi opere con il proprio ingegno, occorre tutelare il mondo dei media, i giornalisti, gli artisti, porre un argine alla pirateria digitale e impedire a giganti del web come Google di realizzare profitti senza gratificare gli autori dei contenuti – ha detto Elisabetta Gardini, capogruppo di FI a Strasburgo – Da tutto ciò non si può prescindere e dunque è inevitabile arrivare a una soluzione che vada incontro alle esigenze, ai diritti e alle richieste di tutti, innanzitutto dei cittadini europei, trovando un equilibrio tra i diversi e opposti interessi e salvaguardando la libertà d’espressione. Siamo di fronte a un vuoto legislativo che deve essere colmato”. (peg / UE / PO)