Roma, 5 lug – Le colline tra le città umbre di Assisi e Spoleto (incluse Spello, Foligno, Trevi, Campello sull’Clitunno), conoscono la coltivazione degli ulivi fin dall’epoca degli Etruschi e rappresentano uno dei territori principali per la produzione di olio di oliva nella regione e in Italia. Il territorio ha ricevuto il riconoscimento per l’ingegno mostrato nel combinare risorse naturali e necessità umane, creando mezzi di sussistenza e un ecosistema mutualmente sostenibili. Ancora oggi, gli ulivi vengono coltivati secondo conoscenze e pratiche tradizionali, che includono l’utilizzo di diversi tipi di terrazzamenti, tecniche di coltivazione e verità genetiche che sono state sostenute dalle comunità locali per secoli. Il territorio mostra inoltre un notevole panorama di ulivi che è stato plasmato dalla secolare interazione dei contadini con la natura. Il programma GIAHS mette in risalto le soluzioni ingegnose adottate dalle comunità rurali nel corso delle generazioni, in grado di trovare un mutuo equilibrio tra sistemi di sostentamento ed ecosistema naturale, spesso producendo paesaggi spettacolari. Secondo i criteri di selezione adottati dalla FAO, i siti premiati devono avere rilevanza mondiale, avere un valore pubblico per la loro capacità di sostenere la produzione alimentare e i mezzi di sostentamento, la biodiversità agricola, i sistemi di conoscenze, tecnologie e cultura peculiari, oltre ad un paesaggio di pregio. L’evidenza suggerisce che la designazione come sito GIAHS può aiutare a preservare gli elementi di valore del territorio e tal volta contribuire all’aumento della domanda e del prezzo dei prodotti agricoli, promuovendo allo stesso tempo il turismo e la creazione di impiego. Con le due nuove aggiunte sale a 52 il numero dei siti GIAHS, in 21 paesi. (red / UE / BIG ITALY)