Roma, 5 lug – “Esprimo grave preoccupazione per la popolazione civile colpita dal fuoco incrociato, con attacchi aerei e bombardamenti pesanti, in Siria sud-occidentale. Si stima che 750mila vite umane siano in pericolo. Più di 320mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case e la maggior parte vive in condizioni di difficoltà e insicurezza estreme, tra cui circa 60mila persone accampate al confine di Nasib / Jaber con la Giordania”. Così, in una nota, Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Sebbene le comunità locali in Siria abbiano aperto le loro porte per accogliere molte persone sfollate a causa del conflitto, nella maggior parte dei casi queste ultime sono costrette a vivere all’addiaccio o in rifugi di fortuna che offrono poca sicurezza e protezione dalle intemperie – prosegue- Tra gli sfollati, sono moltissime le donne e i bambini, oltre alle persone anziane, ferite e malate e sono particolarmente preoccupato per la loro sorte. Tra gli sfollati vi sono anche operatori umanitari locali che hanno servito in modo disinteressato la popolazione civile per tutta la durata del conflitto”. (SEGUE)