Roma, 6 lug – Nonostante l’inversione di tendenza registrata nel 2015, l’intensità di emissione di CO2 sul valore aggiunto diminuisce negli ultimi dieci anni. L’Italia è tra i paesi europei a minore intensità di emissioni di anidride carbonica.
L’incidenza delle spese per la R&S sul Pil è cresciuta di soli 0,3 punti percentuali negli ultimi dieci anni. Ancora rilevante il divario con l’Unione europea, sebbene il target 2020 definito per il nostro Paese sia quasi raggiunto.
Benché in crescita negli ultimi anni, il numero di ricercatori sulla popolazione è consistentemente al di sotto dei livelli europei, evidenziando una situazione di ritardo strutturale del sistema di R&S italiano. Il Mezzogiorno registra un numero di ricercatori per 10mila abitanti pari a meno della metà rispetto alle ripartizioni centrale e settentrionale.
La quota di persone con istruzione universitaria occupate in professioni tecnico-scientifiche è aumentata dall’11% al 17% tra il 2004 e il 2017. Ciononostante, l’Italia è terz’ultima nella graduatoria europea. (red)