Roma, 6 lug – L’Italia ha da tempo raggiunto l’obiettivo posto dalle Nazioni Unite per la mortalità neonatale e per la mortalità sotto i 5 anni, collocandosi tra i Paesi con la più bassa mortalità infantile; la mortalità nelle prime fasi della vita continua la sua diminuzione nel medio periodo, con il Mezzogiorno che lentamente recupera lo svantaggio.
Dal 2004 è in costante diminuzione il tasso standardizzato di mortalità tra 30-69 anni per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche, soprattutto tra gli uomini, che tuttavia ancora presentano tassi del 70% più alti rispetto alle donne. Nel breve periodo si osserva una stagnazione, che potrebbe mettere a rischio il raggiungimento dell’obiettivo proposto per il 2030.
In Italia il tasso standardizzato di mortalità per suicidio è più basso rispetto al resto dell’Europa: dopo la leggera crescita registrata dal 2007, soprattutto per gli uomini, torna a diminuire dopo il 2012.
Il numero di morti in incidente stradale si è quasi dimezzato in Italia tra il 2004 e il 2016. Tuttavia, l’obiettivo di riduzione del 50% tra il 2010 e il 2020 appare difficile da raggiungere perché a partire dal 2013, come nel resto d’Europa, il calo è in rallentamento.
La quota standardizzata di fumatori, in calo nel lungo periodo tra le persone di 15 anni e più, soprattutto a partire dal 2009, risulta stabile nell’ultimo anno.
Le vaccinazioni in età pediatrica, in calo dal 2013, subiscono un incremento nel breve termine, anche in conseguenza del recente Decreto vaccini. (red)