Roma, 6 lug – Gli indicatori anticipatori e coincidenti del ciclo economico continuano a mostrare qualche segnale di incertezza. A giugno l’Economic Sentiment Indicator (ESI) è rimasto sostanzialmente invariato come sintesi di un clima di fiducia stabile e positivo sia nell’industria sia nei servizi, e di una diminuzione nel settore delle costruzioni. In particolare, tra le economie dell’area, l’ESI ha segnato un miglioramento in Italia e in Francia, è rimasto invariato in Spagna, mentre è peggiorato in Olanda e, in misura minore, in Germania. Il peggioramento delle aspettative circa la situazione economica futura, e in particolare sulla disoccupazione e sul risparmio, hanno determinato un deterioramento nel clima di fiducia dei consumatori sostenuto solo dalle prospettive circa la situazione finanziaria futura.
In giugno, l’indicatore anticipatore euro-Coin ha toccato il livello più basso da novembre 2016, influenzato sia dal peggioramento delle attese dei consumatori sia dall’indebolimento del ciclo industriale che risente del rallentamento nel commercio globale.
A giugno, il tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro ha proseguito la tendenza al deprezzamento seppur con minore intensità (-1,2% rispetto al mese precedente).
Le quotazioni del Brent frenano la corsa al rialzo (-3,3%) attestandosi in media a 74,3 dollari al barile (da 76,9 di maggio 2018), condizionate dalla decelerazione della domanda di greggio sia in Cina che nel resto dell’Asia.
I dati del Central Plan Bureau di aprile indicano un aumento degli scambi mondiali (+0,7% la variazione rispetto al mese precedente), come sintesi di un lieve decremento del commercio in volume per i paesi avanzati (-0,1%), e di una decisa accelerazione per le economie emergenti (1,7%), trainate in particolare dalle esportazioni asiatiche. (red)