Roma, 6 lug – Sull’esercizio del diritto di voto per gli italiani all’estero “la Commissione nella sua riunione del 2 luglio scorso ha confermato che il voto ai seggi è inapplicabile nei nostri 4 Paesi di enormi distanze territoriali, capillarità delle presenze dei concittadini, limitatissimo numero di Consolati, reso ancora più scarso dopo la chiusura di Edmonton in Canada, Durban in Sud Africa e Newark negli Stati Uniti. I nostri suggerimenti, già contenuti in massima parte nella relazione d’apertura e nel documento finale della riunione della Commissione Continentale anglofona a Toronto e inviata a tutti i Consiglieri a maggio, sono i seguenti: stampa delle schede in Italia a cura del Poligrafico dello Stato; codice a barre stampato insieme ai dati dell’elettore all’interno della busta affrancata per evitare gli annullamenti che derivano dall’inserimento del tagliando nella busta insieme alla scheda votata o non inserito affatto; uso di diversi metodi di consegna per i diversi Paesi, a seconda dell’efficienza delle poste locali, adottando la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno in Paesi in cui la consegna della posta normale non è garantita oppure in cui i cittadini preferiscono l’indirizzo presso un Post Office Box invece che all’indirizzo di casa; spoglio nei Consolati per garantire la presenza dei rappresentanti di lista. In ogni caso formare il personale di spoglio (anche se si dovesse mantenere lo spoglio in Italia); lancio immediato di una campagna di informazione attraverso una rubrica settimanale su RAI Italia tesa a una vera e propria educazione civica della parte più numerosa degli elettori costituita dagli esponenti dell’emigrazione tradizionale; avviare comunque un percorso esplorativo di pro e contro dell’adozione del voto elettronico, stilando subito un quadro chiaro ed esaustivo dei costi di realizzazione della transizione dal voto per corrispondenza a quello elettronico ed eventualmente ricorrendo alla sperimentazione contemporanea dei metodi cartaceo ed elettronico in una città con alto numero di iscritti per ognuna della 4 ripartizioni elettorali della Circoscrizione estero”. (PO / SEGUE)