Roma, 6 lug – Vignali sottolinea quindi i risultati di questa innovazione: “In meno di un anno siamo passati da 10 a 75 sedi che hanno quasi 100mila utenti registrati. Sono 235mila i visitatori dall’inizio dell’anno. Copriamo più dell’80% delle collettività italiane all’estero. Si tratta – ha detto Vignali – di un programma importante che consente vantaggi agli operatori consolari”. “La rete consolare lavora”, assicura il direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, e a confermarlo sono alcuni dati: “Le pratiche di stato civile sono passate da 189mila nel 2016 a 204mila nel 2017 con un aumento del 7%”. E ancora: “Le pratiche per i passaporti sono passate da 295mila nel 2016 a 345mila nel 2017 con un aumento della produttività del 16%, che è un grande successo – prosegue Vignali -. Le pratiche di cittadinanza sono passate da 32mila nel 2016 a più di 41mila nel 2017 con un aumento del 25% della produttività”. Tutti dati che “confermano che la rete lavora e che è in grado di dare più servizi anche se non è abbastanza – sottolinea Vignali -. Sappiamo dei tempi di attesa. La rete alcune risposte cerca di darle, le ha date con un aumento della produttività. Non è abbastanza, ci vogliono più risorse e in questo il Cgie è un alleato prezioso”. Per dare un’idea delle poche di risorse umane a disposizione della rete consolare basta pensare che “a Londra sono registrati 310mila residenti (anche se probabilmente sono il doppio) e ci sono 50 addetti consolari. Anche Catania ha circa 310mila residenti ma ha oltre 3000 impiegati”, conclude Vignali. (SEGUE / Sip)