Dopo David Davis, ministro per la Brexit, anche Boris Johnson, ministro degli Esteri: il governo di Theresa May in 24 ore perde due pezzi importantissimi, e ora anche la premier è a rischio sfiducia. Sul piatto c’è il nuovo piano per l’uscita dall’Unione Europea, che ha spaccato i tories: troppo morbido secondo i due ministri. “Ci era stato detto che avremmo potuto gestire autonomamente l’immigrazione, reinvestire le somme di denaro che prima erano destinate al bilancio dell’Unione Europea e soprattutto che avremmo potuto legiferare in maniera indipendente e pensando solamente al bene dei cittadini britannici – scrive Johnson nella lettera in cui rassegna le proprie dimissioni alla premier May – La Brexit doveva essere un’opportunità e una speranza. Poteva essere un’opportunità per fare le cose in maniera differente, più libera e più dinamica, sfruttando il potenziale del Regno Unito come potenza economica globale. Questo sogno sta morendo soffocato da inutili dubbi”.