Roma, 10 lug – “Il faro della nostra politica estera è e deve rimanere il nostro interesse nazionale. Quanto ai punti di riferimento, ne abbiamo alcuni e sono sempre gli stessi: la Nato e gli Stati Uniti, nostro tradizionale alleato, l’Unione europea e gli organismi internazionali a partire dall’Onu”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una intervista a La Stampa nella quale, alla vigilia del vertice Nato e del suo primo incontro con Putin, afferma: “L’Italia farà valere il suo significativo apporto all’Alleanza Atlantica. Rivendicherò, in particolare, il nostro articolato e variegato apporto, che non contempla solo il sostegno finanziario, ma anche altre forme contributive, che sono previste dal Pledge” ma “di certo non più soldati, perché già adesso risultiamo tra gli alleati più virtuosi quanto a consistenza ed efficacia delle varie forme di contribuzione”. E sottolinea: “Confermo che i nostri alleati tradizionali sono gli americani. Con i russi intendiamo coltivare un dialogo che appare funzionale alla risoluzione delle più delicate e complesse crisi geo-politiche del pianeta. L’attuale sistema sanzionatorio non risolve i problemi, anche se ci rendiamo conto che non può essere eliminato dall’oggi al domani. Bisogna peraltro evitare che le sanzioni possano colpire la società civile russa e producano ripercussioni negative sulle nostre imprese”. (red)