Roma, 10 lug – “La produzione industriale è salita circa in linea con le attese a maggio (+0,7% m/m), recuperando in buona parte il calo di aprile (-1,3% m/m). La tendenza annua rimane espansiva da ormai quasi due anni, ma appare meno brillante rispetto a qualche mese fa (+2,1% a maggio dopo il picco di +7,1% toccato lo scorso agosto). Le variazioni su base mensile della produzione industriale, in Italia come in altri Paesi, sono state “sporcate” da effetti di calendario e, in minor misura, climatici. Tuttavia, a meno di un’impennata a giugno, l’industria non dovrebbe contribuire alla crescita del valore aggiunto neppure nel trimestre primaverile, come già accaduto a inizio anno. Ciò è coerente con la nostra previsione di un rallentamento congiunturale del PIL a 0,2% t/t nel 2° trimestre. Tenuto conto del minor ottimismo delle imprese manifatturiere nei mesi più recenti (che è comune ad altri Paesi europei ed appare dovuto alla perdita di slancio della domanda mondiale e non al rischio politico domestico), i rischi sulla nostra previsione di crescita del PIL di 1,3% quest’anno sono verso il basso”. Questo il commento di Paolo Mameli, senior economist della Direzioni Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sul dato della produzione industriale in Italia a maggio. (red)