Cosenza, 12 lug – Sarà rimpatriata nei prossimi giorni nel suo Paese per il funerale e per darle degna sepoltura la salma dell’appena 19enne Jallow Banna, scampato al dramma della guerra civile in Gambia per trovare la morte in Italia, a Corigliano Calabro, sulla Statale 106, investito da un pirata della strada che lo ha lasciato agonizzante sull’asfalto, e per di più su di un’auto non assicurata. Una tragica vicenda che ha commosso e, al tempo stesso, indignato tutti quella del giovane profugo, e di cui si farà carico Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, e partner legale dell’Associazione Basta Vittime Sulla Strada Statale 106. Il terribile incidente è successo il 14 giugno, alle 21.30, all’altezza del km 16 della ormai cosiddetta “strada della morte”, a Corigliano Calabro, dove il gambiano era ospite in una struttura di accoglienza. Il ragazzo procedeva in sella ad una bici quand’è stato tamponato da quella che si sarebbe poi scoperto essere un’Alfa Romeo 147 condotta da Rosario Docimo, 23 anni, di Corigliano Rossano: un impatto tremendo. Il 19enne è stato investito dal lato anteriore destro della vettura, è stato sbalzato sul parabrezza e ha impattato anche contro la portiera destra, rovinando esanime sull’asfalto: troppo gravi i traumi riportati, è deceduto poche ore dopo il ricovero all’ospedale di Rossano Calabro. Anziché fermarsi a prestargli soccorso, però, l’investitore è fuggito lasciandolo morente sul ciglio della strada. Sono stati i carabinieri a rintracciare dopo sole 24 ore l’auto pirata. Docimo, che peraltro aveva già precedenti penali, è stato arrestato. (red)
