Siena, 13 lug – C’è anche l’Università di Siena nella grande collaborazione scientifica internazionale che ha reso possibile un importante risultato della nascente astronomia multi-messaggero, appena pubblicato sull’autorevole rivista Science. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a individuare la possibile sorgente di un neutrino cosmico grazie all’associazione con una sorgente di raggi gamma, cioè fotoni di alta e altissima energia. Si tratta di un blazar, ossia una galassia attiva con un buco nero supermassiccio al centro, distante 4,5 miliardi di anni luce, in direzione della costellazione di Orione. A questo straordinario risultato i ricercatori sono arrivati combinando i dati del rivelatore di neutrini IceCube, che opera tra i ghiacci del Polo Sud, e altri 15 esperimenti per la rivelazione dei fotoni da terra e nello spazio. Il 22 settembre 2017 infatti IceCube ha osservato un neutrino di altissima energia di origine astrofisica, e ne ha potuto determinare la direzione di provenienza con buona precisione: sufficientemente buona da fornire una direzione di puntamento per decine di altri osservatori, che hanno reagito prontamente all’allerta mondiale immediatamente lanciata da IceCube. Un contributo importante alla scoperta è stato dato dall’osservazione effettuata nella direzione da cui proveniva il neutrino “Icecube-170922A” dai telescopi per raggi gamma MAGIC, progettati e costruiti da un gruppo internazionale di 24 università e istituti di ricerca di cui fa parte l’Ateneo senese. I telescopi MAGIC, due riflettori gemelli da 17 metri di diametro per astronomia gamma da terra con tecnica Imaging Atmospheric Cherenkov stereoscopica, in funzione all’Osservatorio Nord-Europeo di La Palma nelle Isole Canarie dal 2004, hanno infatti per la prima volta osservato un’emissione di raggi gamma di altissima energia associata a produzione di neutrini dal nucleo di una lontana galassia. (BIG ITALY / SEGUE)