Roma, 16 lug – Le api e la terra come opportunità di lavoro per rifugiati e richiedenti asilo. Le api e la terra come strumento di integrazione, ma anche confronto e dialogo, puntando al sogno di comunità più aperte e inclusive. Fin da quando è nato, ad Alessandria, grazie a Cambalache, il progetto Bee My Job, ha mirato a questo. Nell’ultimo anno, con il supporto ottenuto dall’UNHCR – Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’attivazione in via sperimentale anche in Emilia Romagna con la Cooperativa La Venenta e in Calabria con Progetto Sud, ha aperto ulteriormente gli orizzonti. Ma il percorso non si ferma e, anzi, si rafforza, grazie al contributo economico del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo. Un sostegno complementare che consentirà nei prossimi mesi ai rifugiati e richiedenti asilo inseriti nel progetto di lavorare con le api con una formazione professionale sempre più approfondita e sperimentare nuove opportunità di lavoro nelle aziende del territorio. Il tutto con un occhio di riguardo per i soggetti più vulnerabili.
L’apporto del Fondo nel corso del 2018 andrà a sostenere nuove attività e a incrementare quelle già esistenti, sostenute dall’UNHCR, a livello sia locale che nazionale. Su Alessandria si punterà ad aumentare le competenze professionali nell’ambito apistico, con un corso di produzione della pappa reale, diretto a dieci titolari di protezione internazionale, beneficiari delle precedenti edizioni del progetto Bee My Job, oppure impiegati in aziende apistiche del territorio con tirocini o contratti precari. Sempre ad Alessandria, il Fondo ha permesso nelle scorse settimane di dar vita, con un corso teorico e l’installazione pratica, a un orto sinergico urbano nell’area del Forte Acqui, già gestita da Cambalache. Un percorso gestito dall’Azienda Agricola Multifunzionale Elilu di Castelnuovo Scrivia, che ha coinvolto cinque rifugiati e ha costituito parte integrante della rassegna di eventi Estate Insieme. (SEGUE)