Roma, 16 lug – Con Alberto Giacometti e Francis Bacon la Fondation Beyeler di Basilea presenta, fino al 2 settembre, due eminenti protagonisti dell’arte moderna del Novecento, che furono in egual misura amici e rivali e le cui visioni creative hanno fortemente influenzato gli esiti artistici della seconda metà del XX secolo e ancora oggi mantengono la loro forza di suggestione. È la prima volta in assoluto che un’esposizione museale si incentra congiuntamente su queste due personalità artistiche mettendo in luce il loro reciproco rapporto. Sebbene a prima vista le loro produzioni appaiano assai diverse, l’inedito raffronto tra i due artisti fa emergere convergenze stupefacenti. La mostra allinea opere chiave famose, integrate da lavori raramente visibili al pubblico. Spiccano una serie di gessi originali dal lascito Giacometti, mai esposti prima d’ora, nonché quattro grandi trittici di Bacon. Uno spazio multimediale offre una visione spettacolare degli atelier dei due artisti. Il pittore britannico e lo scultore svizzero si conobbero agli inizi degli anni 1960 grazie a un’amica comune, la pittrice Isabel Rawsthorne. Nel 1965 erano entrati in confidenza a tal punto che Bacon visitò Giacometti alla Tate Gallery di Londra mentre questi stava allestendovi una sua personale. Diverse immagini scattate dal fotografo inglese Graham Keen documentano l’incontro e ritraggono i due artisti immersi in un vivace scambio di idee. Oggi, più di mezzo secolo dopo, i due grandi maestri si ritrovano alla Fondation Beyeler, ed è proprio da quel doppio ritratto fotografico che la mostra prende avvio. Da una messe ricca di circa 100 opere i curatori fanno emergere inaspettate analogie: Bacon e Giacometti condividevano una fede incrollabile nell’importanza della figura umana. (red)