Padova, 17 lug – Al 188° posto su 188, nella graduatoria che mette in fila i paesi in base all’Indice di sviluppo umano, la Repubblica Centrafricana è grande due volte l’Italia, conta 5 milioni di abitanti, di cui 1 in capitale, solo 400 chilometri di strade “asfaltate” e 4 pediatri locali in tutto il paese. È questa l’ultima frontiera dell’intervento di Medici con l’Africa Cuamm, il nuovo “ultimo miglio” per l’ong italiana che da 68 anni si spende per la salute delle popolazioni africane e che è attualmente presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sud Sudan e Sierra Leone con 2.233 operatori. L’avvio delle attività in Repubblica Centrafricana, a partire dallo 1 luglio scorso, è stato ufficializzato durante una recente missione sul campo, presenti il Direttore del Cuamm don Dante Carraro e la Presidente del Bambino Gesù, dottoressa Mariella Enoc. “Qui il bisogno di salute è estremo. In alcune aree rurali del paese la copertura vaccinale dei bambini non supera il 10% e il numero delle persone HIV positive è di circa 130.000 di cui solo la metà in trattamento. A parte Bangui, ci sono 6 ospedali regionali, senza acqua ed energia, il personale è scarsissimo e poco preparato, manca totalmente un sistema di ambulanze per il trasporto dei casi gravi, la mortalità delle mamme e dei bambini è elevatissima – dichiara don dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm -. Il complesso pediatrico di Bangui è l’unico ospedale pediatrico pubblico del paese, ha 180 posti letto (più 80 futuri nell’ala malnutriti in costruzione), pazienti ammassati l’uno sull’altro, un reparto e una sala chirurgica dignitosi (grazie all’aiuto dell’Unione Europea e della Cooperazione Italiana) e una sezione medica allo sbando”. (BIG ITALY / SEGUE)