Roma, 17 lug – L’Arabia Saudita ha subito una battuta d’arresto nel 2015. Le esportazioni italiane sono calate nel 2016 fino a riprendersi bene nel 2017 (+19,6%). Registrano una grande crescita le valvole (+21,3%) così come la caldareria, le pompe e le turbine a gas. È l’ottava meta – secondo l’Ufficio studi Anima – dell’export della meccanica. Il petrolio sale e, come era immaginabile, l’economia saudita è la prima a beneficiarne. “Segnaliamo le difficoltà attese anche per l’Arabia Saudita dove la presenza delle aziende straniere, ricordiamo, è solo possibile in presenza di un partner locale. Il paese senza dubbio ha iniziato una profonda opera di modernizzazione e di apertura alle economie occidentali, ma segnaliamo tuttora un rischio legato al sistema giurisdizionale che rende estremamente complessa l’attività di recupero del credito (e dunque la celerità delle transazioni commerciali). Le procedure giudiziarie si confermano lente e molto costose, e non si può avere certezza delle legge applicabile, tantomeno le procedure concorsuali non sono così avanzate come nel mondo occidentale. Un monito fondamentale per il nostro export nei mesi a seguire”, chiude Massimo Reale, Direttore Commerciale Euler Hermes Italia. (BIG ITALY / Red)