Roma, 18 lug – “Le donne sono più qualificate – ha detto Manuela Perrone – ma in materie non più appetibili per il mercato del lavoro. In questo quadro, la maternità rappresenta ancora un elemento critico. È dagli anni Novanta che l’Europa chiede di riformare i congedi parentali: è fondamentale che i padri si assumano la responsabilità dei figli tanto quanto le madri; senza dimenticare che le donne non si occupano solo dei i figli, ma anche dei genitori anziani”. Un messaggio di speranza, quello che ha voluto testimoniare Tiziano Treu, a conclusione del dibattito: “Se è vero che il lavoro sarà sempre più professionale, le donne avranno ancora più campo per agire: saremo noi uomini ad avere dei problemi, perché i lavori di cura professionali e quelli ‘hi touch’, che richiedono un tocco leggero, non consono ai robot, sono lavori tipicamente più congeniali alle donne. L’istruzione e le skill, quindi, saranno decisive, anche se ad oggi i divari di retribuzione fanno ancora fatica a livellarsi, con penalizzazioni fino al 25-30% in meno per le donne. Non bastano, però, delle leggi specifiche ma ci vuole il contesto: servono donne ad alto grado di istruzione in un contesto dove ci siano politiche di conciliazione e di un’equa coscienza sociale”. (PO / bur)