Roma, 18 lug – «Migrare, una condizione umana». Con queste parole si può sintetizzare la Festa dei Bellunesi nel Mondo, concretizzatasi nella giornata di domenica 15 luglio tra Mellame e Fastro, due frazioni del Comune di Arsié che hanno vissuto appieno le dinamiche dell’emigrazione del Bellunese e del Veneto. La scelta di Mellame è stata fatta inoltre perché, nel 1968, fu benedetta la statua della Madonna dell’emigrante, che l’anno successivo sarebbe stata posizionata nel monumento, il primo in provincia di Belluno, voluto dalla comunità di Arsié. Nella chiesa di Mellame, dedicata a San Martino, si è tenuta funzione religiosa presieduta dal vescovo emerito mons. Giuseppe Andrich, con la presenza di don Alberto Peron, parroco di Arsié e dai delegati della Migrantes della Diocesi di Padova e di Belluno-Feltre, rispettivamente don Elia Ferro e diacono Francesco D’Alfonso. L’omelia di mons. Andrich si è incentrata sulla storia dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e sulle figure del vescovo Muccin, di mons. Mario Carlin e dell’ing. Vincenzo Barcelloni Corte. “Ricordo con affetto queste figure perché sono state le vere protagoniste della nascita dell’ABM – il pensiero di Andrich – quanti incontri sono stati fatti all’estero, quanti emigranti bellunesi abbiamo incontrato e quanta dignità nel loro lavoro, nelle loro famiglie. Veri esempi da imitare”. (SEGUE)