Roma, 18 lug – “Il Ceta è un accordo positivo per l’agroalimentare made in Italy”, “personalmente sono molto più preoccupato dal negoziato col Mercosur, ovvero con i Paesi dell’America Latina che tra carni argentine e brasiliane, agrumi e vini cileni è potenzialmente molto più pericoloso per il made in Italy”. Lo sostiene Dino Scanavino, presidente della Cia-Agricoltori italiani, in una intervista al Sole 24 Ore, nella quale smussa le polemiche dei giorni scorsi sulla possibile mancata ratifica dell’intesa di libero scambio tra Ue e Canada in vigore da settembre da parte del Parlamento italiano (ipotizzata dal vicepremier Luigi Di Maio). “Io resto convinto che anche l’ipotesi di non ratificare l’accordo non sia già decisa – spiega Scanavino -. Lo stesso ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, ha già chiarito che vuole approfondire il tema perché ancora non è sicuro se il Ceta sia un bene per l’Italia o meno”. E aggiunge: “Qualcuno ha riportato cifre negative relative all’export di alcuni, neanche tutti, i prodotti agroalimentari. Dati aggiornati al primo trimestre del 2018. Prendendo, invece, in esame il periodo che va da ottobre ’17 (da quando cioè il Ceta è in vigore) fino ad aprile ’18 a noi risulta che le spedizioni agroalimentari made in Italy nel complesso sono aumentate del 6%. E quelle del nostro prodotto di punta, il vino, del 4,5 per cento”. E conclude: “Nessun dubbio che ci siano benefici per l’Italia. Il Canada è un Paese che ha una grande considerazione del made in Italy, una popolazione con un elevato potere d’acquisto e non produce nulla che sia concorrenziale con il nostro food di qualità” e le spedizioni del loro grano duro per la pasta in Italia, “sempre nel periodo ottobre aprile ’18 sono calate del 59%. E questo perché il grano canadese ha ormai quotazioni che lo pongono fuori mercato”. (BIG ITALY / red)