“La prima riforma europea che andrebbe fatta è proprio quella sulla garanzia del debito. Oggi la BCE ha il potere di farti saltare il debito e di metterti in ginocchio. Bisognerebbe fare in modo che la Banca centrale intervenisse appena lo spread tra i titoli di due Paesi europei raggiunge quota duecento. Sarebbe anche un modo per difendersi dalle fake news. Per esempio quella secondo cui nelle bozze del programma comune tra Lega e Movimento Cinque Stelle era prevista l’uscita dall’Euro. È falso. Sono un testimone abbastanza attendibile, una fonte autorevole. Appena mi sono seduto al tavolo con i Cinque Stelle ho chiesto: ‘Vogliamo uscire dall’Euro sì o no?’. E loro hanno risposto: ‘No’. Punto. lo speravo di trovare dei compagni d’avventura e invece… Resta il fatto che il sistema Euro/Bce cosiì non funziona. Se domani al posto di Mario Draghi arrivasse Jens Weidmann… se chiedesse all’Italia di consegnare i primogeniti? Se minacciasse di farci saltare il debito perché non stiamo facendo gli sforzi dovuti? Se ci chiedesse di vendere qualsiasi cosa, anche il Colosseo? È questo che non funziona nell’Eurozona”. Lo afferma Claudio Borghi Aquilini, economista e presidente leghista della Commissione Bilancio a Montecitorio in una intervista al magazine Sette del Corriere della Sera. E racconta quando è diventato No Euro: “Nell’estate del 2011. Ero in Liguria, al mare. Mentre in tv scorrevano le immagini della crisi greca, ho pensato: ‘Siamo in trappola. Dobbiamo uscire dalla zona Euro’. Chiamai il politico più importante di cui avevo il numero, Angelino Alfano. Mi rispose il suo Capo di Gabinetto, mi chiese se era urgente e io replicai: ‘Abbastanza, dobbiamo uscire dall’Euro’. Mi viene da ridere: non era decisamente la persona giusta a cui rivolgermi. Cominciai a scriverne sul Giornale, nello stesso periodo in cui Alberto Bagnai creava il suo blog sulle stesse posizioni”. Si dice “convintissimo” che l’Italia uscirà dall’Euro. In caso di Italexit gli economisti euristi prevedono uno shock travolgente: perdita del potere d’acquisto, debito alle stelle, risparmi al macero… “Nel gennaio 2013 un think tank inglese riunì a Bruxelles tutti gli economisti No Euro in circolazione. Ne scaturì il ‘Manifesto di solidarietà europeo’. In pratica arrivammo alla conclusione che la cosa migliore, anche per aggirare la propaganda sullo shock, sarebbe stata l’uscita della Germania per prima dall’Euro”. Euristi: Carlo Cottarelli, Francesco Giavazzi, Alberto Alesina… “Mi rifiuto di credere che loro non si rendano conto di quello che a me sembra solare”. Racconta poi che Salvini “nel luglio 2013, all’una di notte, mi chiamò sul cellulare” e “ci incontrammo il giorno dopo in un bar milanese. Mi ascoltò con attenzione e capì tutto” e “in quel periodo parlai di Euro anche con Silvio Berlusconi. Mi aveva concesso un’udienza di quindici minuti, che a causa di un ritardo si erano ridotti a cinque. Quelli del suo staff si erano raccomandati: ‘Rapido e, mi raccomando, non lo contraddica’. Mentre parlavo Berlusconi tirò fuori l’argomento Cina. Gli dissi: ‘No, la Cina non conta’. Mi invitò a pranzo. Alla fine mi sembrava convinto. Ma poco dopo fece il Patto del Nazareno e addio teorie No Euro”. (19 lug – red)