“Troppi di noi dimenticano il crescente potere globale delle donne, quello generato dalla loro intelligenza, dalla loro capacità di pensare strategicamente e soprattutto dalla loro unicità, che consiste nella capacità di assicurare la sopravvivenza della specie attraverso la maternità. E questo è il punto. Una delle leve strategiche per il rilancio del paese può essere favorire il più possibile l’essere mamma non solo rendendo possibili asili nido totalmente gratuiti, ma anche mettendo la maternità totalmente a carico della fiscalità generale”. Lo afferma Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, all’indomani della conferenza “Donne 4.0: la sfida vincente delle donne nell’era delle reti e dello smart working” tenutasi a Roma. E aggiunge: “Si potrebbero sfruttare i finanziamenti prestabiliti di un fondo apposito da parte di tutti i datori di lavoro (ad esempio, tipo lo 0,30% per la formazione dei fondi interprofessionali). Stimiamo che potrebbero essere necessari tra gli 8 e i 10 miliardi di euro all’anno. Una cifra non diversa, nel quantum complessivo, da quella degli 80 euro se non per un moltiplicatore importante perché, se l’occupazione femminile in Italia fosse al 60% rispetto al 48,8 odierno avremmo un punto in più di PIL (circa 17 miliardi di Euro) all’anno”.
“Le Donne 4.0, come le abbiamo volute definire in questo consesso. pur in una situazione che presenta gap profondi da colmare in termini di pari opportunità e pari condizioni di partenza, sono destinate ad essere l’elemento vincente del Mondo 4.0” ha dichiarato Federica De Pasquale, vice presidente con la delega alle pari opportunità di Confassociazioni. E aggiunge: “Nel mondo dell’impresa ed anche in quello delle libere professioni le donne stanno contribuendo – grazie alle loro competenze, alle reti di relazioni professionali intraprese e alla loro grande capacità di essere multitasking – alla ripresa economica. del Paese inserendosi, seppur in condizioni di grande difficoltà, in ambiti lavorativi strategici. Figuriamoci quale sarebbe il loro apporto anche in termini economici se fossero supportate da un’adeguata rete di servizi e fossero messe in condizioni di competere usufruendo delle stesse disponibilità economiche del professionista uomo”. (PO / red – 19 lug)