Chi ha ragione fra la Ong Open Arms che accusa la Libia e l’Italia per gli ultimi due morti in mare e Salvini che parla di fake news? “Non abbiamo ancora informazioni risolutive, ma è inaccettabile che un’Ong – ammesso e non concesso che sia mancato il pronto intervento della Guardia costiera libica – incolpi il governo italiano”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una intervista a Il Fatto. E sulla vicenda di nave Diciotti precisa: “Ero al vertice Nato e lì ho scoperto che i cellulari erano schermati, noi premier eravamo tutti isolati. All’uscita, incontrando i giornalisti, ho chiesto se c’erano novità perché ne sapevano più di me. Ho saputo dell’emergenza, dopodiché ho fatto le mie telefonate e fra queste ho ricevuto quella del capo dello Stato. Che non mi ha affatto detto quel che devo fare, non è nel suo stile: abbiamo convenuto sulla soluzione più giusta, su cui mi ero già attivato”. Rivendica quindi il successo della suddivisione “volontaria” per quote fra 5 Paesi Ue più l’Italia dei migranti dell’ultimo sbarco: “Ieri sera (martedì, ndr) ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi”.
RIDURRE LE PARTENZE – Interrogato sui toni di Salvini poi risponde: “Col ministro Salvini non parliamo di scelte lessicali, ma non mi pare una persona indifferente a certi valori. Parla per noi la nostra politica, finalizzata a ridurre le partenze e dunque i morti in mare, evitando di metterci ogni volta dinanzi a un drammatico dilemma morale. Se poi – come confido avverrà – altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma ‘centri di protezione’ per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli direttamente noi, con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”. E conferma che al Consiglio d’Europa di fine giugno l’Italia ha vinto all’80%: “Si, perché so com’è andata quella notte. Alle 5 meno un quarto del mattino, si alza un premier e dice: ‘Non accetteremo mai che Giuseppe chieda 10 e ottenga 10’. Rifiutava persino la dichiarazione iniziale per cui chi sbarca in un Paese europeo, cioè soprattutto in Italia, sbarca in Europa. I lavori sono stati sospesi per un quarto d’ora, poi alla ripresa il principio è passato”. E dei Paesi di Visegrad dice: “Sto cercando di convincerli – perciò ho appena invitato il premier ceco a Roma – che nemmeno loro, che non affacciano sul Mediterraneo, sono immuni dal problema”.
LIBIA, IN AUTUNNO CONFERENZA INTERNAZIONALE IN ITALIA – La Libia “lavoriamo per stabilizzarla. Con tutti i soggetti in campo” e il generale Haftar “lo vedrò. In autunno organizzerò qui in Italia una conferenza sulla Libia, invitando tutti gli stakeholder interessati all’area, dai governi europei agli Usa ai governanti dell’Africa mediterranea”, afferma Conte precisando di aver informato Macron della sua iniziativa “fin dal G7: l’obiettivo non sono le elezioni in Libia entro dicembre, ma la stabilizzazione del Paese: senza, le elezioni possono diventare un boomerang e moltiplicare il caos”, la Libia “è uno Stato indipendente che storicamente ha un rapporto privilegiato anche con l’Italia. Noi non ci rinunceremo mai”. E di Macron dice: “È molto friendly e franco, a prescindere dalle frizioni che nascono dal fatto che lui difende gli interessi dei francesi e io quelli degli italiani”. E spiega anche che Angela Merkel, sulla vicenda dei migranti, “ha apprezzato la mia franchezza. Le ho detto che dei movimenti secondari potremo occuparci solo quando l’Ue avrà preso impegni seri su quelli primari. Ha capito”.
AFFIANCATO DA LEADER DI MAGGIORANZA – “Nessun premier si sceglie da solo, tutti i premier sono scelti da altri. Avere al mio fianco i due leader dei partiti di maggioranza è persino un vantaggio, perché mi evita le liturgie dei vertici di coalizione e rende più diretto il confronto e più spedito il percorso del governo”, continua il premier. Quante volte al giorno sente Di Maio e Salvini? “A volte mai, a volte li vedo o li sento anche due o tre volte. Dipende dai temi di cui si occupano nei rispettivi dicasteri e dalla loro urgenza”. Grillo lo ha incontrato? “Una volta, in campagna elettorale, dopo la presentazione della squadra degli aspiranti ministri 5Stelle. Mi ha detto: ‘Ah, tu fra tutti sei quello normale…’. Forse perché appaio un po’ paludato, sempre in giacca e cravatta”.
FISCO: NESSUN CONDONO, RIFORMA RIVOLUZIONARIA “Giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle. Ma nessun condono come in passato, cioè interventi una tantum a quadro normativo invariato. Si azzera tutto, quale premessa necessaria e imprescindibile della riforma. Si ricomincia su basi nuove e si aumentano le pene per gli evasori”, sottolinea il presidente del Consiglio a Il Fatto. E ribadisce: “Non sarà un condono: azzeramento delle pendenze a certe condizioni, poi semplificazione e fisco menovessatorio con i contribuenti, ma più severo con gli evasori”. Poi il tema Flat Tax: “La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale. E noi la rispetteremo”.
EURO: NESSUNA USCITA, AL LAVORO PER CIGNO BIANCO – Il ministro Savona evoca il Cigno Nero, cioè l’uscita dall’euro per volontà altrui: l’Italia nell’euro in discussione? “No, mai avuto né io né i miei ministri intenzioni del genere. Io lavoro al Cigno Bianco, cioè ad agire con responsabilità per prevenire con la stabilità dei conti qualunque valutazione di inaffidabilità che possa innescare tempeste finanziarie. L’Italia è solida e stabile, il debito pubblico è alto ma sostenibile. L’euro per noi è irreversibile”, ha detto Conte.
“TRIA FA IL CERBERO, E’ IL SUO MESTIERE” – Pensa, come i 5Stelle, che qualcuno all’Economia remi contro e urga una bonifica? “Per carità, nessuna bonifica ambientale. Se dobbiamo cambiare o nominare qualcuno, seguiremo come sempre criteri di merito e professionalità, non di obbedienza”, afferma ancora Conte. Boeri scade a dicembre: sarà confermato? “Glielo dico a dicembre”. Anche Tria è in bilico? “Ma no, lui è il Cerbero che deve far di conto. È il suo mestiere, nessun allarme. Voi non ci crederete, ma sono testimone diretto dei Consigli dei ministri: malgrado le voci di liti, non sono mai volate parole grosse o insulti. Se poteste assistere, vi annoiereste mortalmente. Per ora andiamo tutti d’accordo: anche quando ci sono posizioni diverse, la mia mediazione di giurista pragmatico vince sempre. E pure chi sembra più esuberante poi si rivela più ragionevole di quel che si dice”. Spiega inoltre il metodo sulle nomine: “Il ministro competente le propone a me, io ne parlo con i due vicepremier, poi decidiamo insieme. Se non c’è accordo sulla persona più competente, rinviamo per trovarne una migliore”.
“HO SEMPRE VOTATO CSX, MORO E’ IL MIO MODELLO – “Votai l’Ulivo di Prodi, una volta credo i centristi (mai FI né An). E il Pd fino al 2013. Ma poi, deluso, mi sono ravveduto. Nel 2018 ho votato M5S”, afferma il premier Giuseppe Conte. E spiega le ragioni della sua delusione: “Già l’Italicum non mi piaceva, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu la riforma costituzionale. Al referendum votai convintamente No”. Indica poi in Aldo Moro il suo modello di premier, dichiarandosi lui stesso “credente”. E fra i viventi? “Senza offesa per nessuno, sempre Moro”. Inoltre sottolinea: “Non gioisco affatto per le difficoltà del Pd e della sinistra in generale. Un’opposizione forte aiuta i governi a sbagliare meno e li sprona a fare meglio”. E dice di convivere con M5S e lega “benissimo. Faccio da ponte. Poi, sa, non avendo problemi di sondaggi, non bado alle percentuali di consenso personale: magari oggi perdi qualche punto, ma domani, se lavori bene, ne conquisti il doppio”. E aggiunge: “Mai avuto tessere. Agli scout, scappai un attimo prima di prendere quella dell’Agesci”. Si dichiara poi “credente” ma smentisce la sua vicinanza all’Opus Dei: “Mi avevano proposto di entrarci, ma ho rifiutato”. La massoneria? “Se qualche massone ha provato ad avvicinarmi, non l’ho capito o non me ne sono accorto”.
LA QUERELLE SUL CURRICULUM – Nel suo curriculum “non ho scritto nulla che non fosse vero, anche se poi le conferme dai vari atenei, dopo il polverone iniziale, si sono perse nel baccano generale. Se non ho risposto subito è perché non avevo a portata di mano le carte per confermare quelle esperienze di aggiornamento, e intanto stavo lavorando alla squadra di governo” ma “tornando indietro scriverei: ‘Giuseppe Conte, avvocato’”, ha detto il premier rivelando anche alcuni particolari della sua vita privata. La tv la guarda “pochissimo: partite di calcio, o di tennis, e film d’autore”. Racconta poi che giocava a calcio e a tennis ma che “poi mi sono rotto il menisco e il legamento crociato, e dopo l’operazione non mi sono sentito più sicuro”. E che legge “noiosissimi testi di diritto. E, quando posso, letteratura. Il mio preferito è Saramago”.
IN DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO – “Difendere il servizio pubblico, assicurare una pluralità di voci, differenziare i canali e averne almeno uno senza, o con pochissima pubblicità. Il resto lo scriveremo in una riforma organica”. Queste le linee di intervento sulla Rai espresse dal premier in una intervista a Il Fatto.