Roma, 24 lug – “Preoccupano – ha affermato Moncalvo – i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore evidenziati dal rapporto Ismea a danno degli agricoltori, su 100 euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi. Una situazione che è favorita dalle pratiche sleali nella filiera contro le quali occorre intervenire con norme nazionali e comunitarie alle quali sta lavorando con impegno dall’Europarlamento Paolo De Castro ma la Coldiretti ha avviato ormai da tempo anche l’esperienza dei contratti di filiera che – ha precisato Moncalvo – via via stanno coprendo le maggiori filiere del made in Italy, dal settore della carne bovina con il gruppo Inalca per 125 mila capi, al contratto con Casillo per 6 milioni di quintali di grano, sino all’ultimo del 28 giugno scorso per 100 mila quintali di olio extravergine d’oliva 100% italiano con Federolio. Il contratto di filiera – ha precisato Moncalvo – è uno strumento dell’economia contrattuale che viene studiato e contrattato tra le parti volta per volta, ma possiamo identificare almeno 3 elementi comuni: il primo riguarda la pluriennalità degli impegni contratti, il secondo riguarda il prezzo pagato dall’industria di trasformazione e il terzo i premi per la qualità. Questo prezzo – ha concluso Moncalvo – deve sempre coprire i costi di produzione dell’agricoltore a cui è agganciato un meccanismo che distribuisce il rischio della variabilità del prezzo negli anni in modo equo tra le parti”. (BIG ITALY / red)